ALDiNa è un progetto di AIUCD con la collaborazione di CLARIN-IT.
ALDiNa riunisce studiose e studiosi che lavorano, da prospettive diverse, sugli archivi letterari nati digitalmente. Il gruppo condivide metodologie e buone pratiche di acquisizione, gestione e preservazione e affronta le questioni tecniche, giuridiche ed etiche che questi materiali pongono, nel confronto con esperienze italiane e internazionali.
Cos’è ALDiNa
ALDiNa (Archivi Letterari Digitali Nativi) è un gruppo di studiose e studiosi di discipline diverse, dalla filologia e dalla critica letteraria alle scienze archivistiche e informatiche, che lavorano insieme sugli archivi letterari nati digitalmente. L’idea del progetto nasce nel 2018 all’interno dell’Associazione di Informatica umanistica e cultura digitale (AIUCD) e, dal 2021, si sviluppa in collaborazione con CLARIN-IT, l’Infrastruttura Comune Italiana per le Risorse e le Tecnologie linguistiche. Ci siamo riuniti nella convinzione che su questi temi sia necessario collaborare: per individuare e condividere metodologie e buone pratiche di acquisizione, gestione e preservazione, e per garantire l’accesso e lo studio di questi materiali, mettendo a confronto esperienze diverse, italiane e internazionali. Il lavoro del gruppo intreccia filologia digitale, digital forensics, scienze archivistiche e web archiving.
Un patrimonio a rischio
Sono ormai numerosi gli enti che custodiscono nelle proprie collezioni materiali letterari nati digitalmente. Memorizzati su supporti eterogenei e in formati differenti, spesso proprietari e privi di documentazione adeguata, questi materiali rappresentano un patrimonio che rischia di non essere conservato né compreso. La scarsa consapevolezza di come trattare questi materiali, insieme all’obsolescenza di hardware e software, accresce il pericolo di vuoti di memoria. Ne sono esempi la riformattazione dei personal computer di autrici e autori e la perdita di materiali significativi, come accade con la smagnetizzazione dei floppy disk.
Il nostro lavoro
Negli anni il gruppo ha lavorato soprattutto sul terreno della collaborazione e della condivisione. ALDiNa ha partecipato a bandi di ricerca competitivi, ha costruito una bibliografia aperta e condivisa sugli archivi letterari born-digital e ha favorito lo scambio tra studiose e studiosi dei diversi centri di ricerca, anche attraverso l’attivazione di tirocini e di seminari nelle sedi coinvolte. A questo si affiancano momenti di formazione, attività didattiche e progetti collettivi, che nel tempo hanno dato vita a una rete di ricerca attiva in Italia e all’estero.
Il confronto si nutre di casi di studio emblematici del contesto italiano, come ii fondi d’autore del progetto PAD (Pavia Archivi Digitali) del Centro Manoscritti di Pavia e materiali nativi digitali del fondo Franco Fortini dell’Università di Siena.
La storia del gruppo
ALDiNa nasce da una tavola rotonda. Al convegno AIUCD del 2018 a Bari, il panel «Archivi digitali d’autore: ipotesi di lavoro», coordinato da Paul Gabriele Weston, riunisce Pierluigi Feliciati, Stefano Allegrezza, Ernesto Belisario, Salvatore Vassallo, Emmanuela Carbé e Primo Baldini attorno a una domanda comune: come acquisire, descrivere e conservare gli archivi di autrici e autori nati in forma digitale? La discussione affronta il tema con uno sguardo multidisciplinare, dall’archivistica alla filologia, dal diritto alle tecnologie dell’informazione, e mette a confronto due esperienze italiane, l’archivio ibrido di Massimo Vannucci e il progetto PAD (Pavia Archivi Digitali). Da quell’incontro nasce l’idea del gruppo. Il progetto viene presentato nel 2021 al convegno AIUCD di Pisa e nello stesso anno si struttura come iniziativa di AIUCD, con la nascita del sito e la collaborazione con CLARIN-IT.
Nella sua prima fase il gruppo è sotto la direzione scientifica di Francesca Tomasi e Paul Gabriele Weston, con Emmanuela Carbé, Tiziana Mancinelli e Federico Boschetti nel comitato organizzatore, e con il sostegno, tra gli altri, di alcuni centri italiani di Digital Humanities e di soggetti conservatori di archivi born-digital. Con il tempo si sono aggregate alcune dottorande impegnate in tesi sul tema degli archivi letterari born-digital e del web archiving, dando vita a una vera rete di ricerca. Da settembre 2024 il gruppo è coordinato da Emmanuela Carbé. Nel giugno 2026, all’interno dell’AIUCD, è stata annunciata la costituzione dei SIG (Special Interest Group), tra cui ALDiNa. Il sito storico del gruppo resta consultabile su Internet Archive: versione archiviata.
Partecipare
ALDiNa ha una mailing list ed è felice di accogliere nel SIG tutte le persone interessate. Per unirsi è possibile contattare la coordinatrice del gruppo, Emmanuela Carbé (emmanuela.carbe@unive.it).
Il logo
Il nome ALDiNa richiama le edizioni aldine di Aldo Manuzio. La sua celebre marca tipografica è ripresa nel logo del progetto ad opera di Martina Dello Buono, che ridisegna l’ancora come una rete di nodi, a unire la tradizione del libro e la dimensione nativamente digitale degli archivi.
