
«Chi rimpiangerà i vecchi tempi sarà inesorabilmente schiacciato dalla voglia di robot che dilagherà nei giovani»
Il premio è dedicato allo studioso Giuseppe Gigliozzi, scomparso prematuramente nel 2001, ed è attribuito annualmente ai migliori interventi di giovani studiose e studiosi presentati al convegno annuale di AIUCD.
Giuseppe Gigliozzi è stato critico della letteratura italiana contemporanea e studioso di teoria della letteratura. Interessato fin dagli anni Ottanta all’Informatica applicata alle scienze umane, Gigliozzi è stato pioniere, docente universitario, maestro della “scuola romana” di Informatica Umanistica e curioso sperimentatore di narratologia.
Attento alla ricerca e alla didattica nell’ambito delle Facoltà di Lettere e Scienze umanistiche delle Università di Roma “La Sapienza” e “Torvergata”, partecipò a progetti di respiro internazionale per la trasposizione in formato elettronico del patrimonio letterario italiano: la Letteratura Italiana Zanichelli, la Letteratura e la Storia Italiana Einaudi, i Testi Italiani in Linea. Giuseppe Gigliozzi, intellettuale vivace, innovativo e ironico nell’approccio critico alla realtà storico-letteraria novecentesca, è stato anche il promotore di numerose collaborazioni tra i dipartimenti universitari in cui ha lavorato e le grandi società attive nell’ambito delle Digital Humanities (IBM Italia, RAI Radio Televisione Italiana) dando vita infine al Centro di ricerca CRILET.
Condizioni di partecipazione
Il Premio Giuseppe Gigliozzi riconosce ogni anno i contributi più promettenti di giovani studiose e studiosi presentati al convegno annuale dell’Associazione. Intitolato a uno dei pionieri dell’informatica umanistica in Italia, il premio vuole sostenere chi entra oggi nella ricerca in Digital Humanities, valorizzandone l’originalità metodologica e il rigore. Possono candidarsi coloro che, alla data di scadenza della call del convegno, siano studentesse e studenti, dottorande e dottorandi, borsiste e borsisti, assegniste e assegnisti, contrattiste e contrattisti di ricerca o figure equivalenti, purché non strutturate. È richiesto di essere autrice o autore principale della proposta, indicando il proprio ruolo in caso di più autori, e di presentare personalmente il paper o il poster durante il convegno.
AIUCD istituisce premi destinati a giovani studiose e studiosi non strutturate/i (a tempo determinato o in formazione) con proposte accettate al convegno annuale di AIUCD:
– Premio Paper
– Premio Poster
Premio Gigliozzi 2026
| Giuseppe Arena, Digital Humanities e letteratura elettronica in Italia |
| Lorenzo Sabatino, Mappe, scale e interpretazioni |
Vincitori e vincitrici dei premi delle edizioni precedenti
Premio Gigliozzi 2025
Premio Gigliozzi 2024
| Serena D’Amico, Gestire l’immateriale con testi sensoriali a servizio del patrimonio archeologico |
| Arcangelo Massari, HERITRACE: Tracing Evolution and Bridging Data for Streamlined Curatorial Work in the GLAM Domain |
Premio Gigliozzi 2023
| Manfredi Scanagatta, Metadata e concetti, una nuova intermediazione delle fonti. Quali prospettive per la ricerca e la diffusione della storia? |
| Giuseppe Ferrara, Ianus 2.0. Corruttele filologiche, congetture digitali. |
Premio Gigliozzi 2022
| Christian D’Agata, «Le varianti della rosa». Per un prototipo di edizione digitale del Nome della Rosa: interpretazione, didattica, annotazione |
| Ivana Brigida D’Avanzo, Computare o comporre? Riflessioni sul rapporto tra poesia e digitalità alla luce di alcune considerazioni bachelardiane |
| Gabriele Giacomini, Governare le piattaforme. Cinque proposte su pluralismo e polarizzazione online |
Premio Gigliozzi 2021
| Manfredi Scanagatta, Storia e rivoluzione digitale. Una riflessione tecnica e teoretica |
| Enrico Spadaro, Nuove voci digitali per incontrare Tolkien |
Premio Gigliozzi 2020
| Emmanuela Carbé, ELA: fasi del progetto, bilanci e prospettive |
| Gianmarco Spinaci, Preliminary results on Mapping Digital Humanities Research |
Premio Gigliozzi 2019
Premio Gigliozzi 2018
| Francesca Michelone, Una proposta di annotazione semantica di concetti musicali nel “De institutione musica” di Boezio |
| Beatrice Nava, Edizioni digitali di opere a tradizione complessa: il caso del Conte di Carmagnola |