L’Associazione per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale intende promuovere e diffondere la riflessione metodologica e teorica, la collaborazione scientifica e lo sviluppo di pratiche, risorse e strumenti condivisi nel campo dell’informatica umanistica e nell’uso delle applicazioni digitali in tutte le aree delle scienze umane, nonché promuovere inoltre la riflessione sui fondamenti umanistici delle metodologie informatiche e nel campo delle culture di rete.

Apr 282016
 

AIUCD2016

7-9 settembre 2016

Aula Magna S. Trentin, Ca’ Dolfin, Dorsoduro 3825/e – 30123 Venezia

Call for papers and posters

Il convegno AIUCD 2016 è dedicato alla rappresentazione e allo studio del testo sotto vari punti di vista (risorse, analisi, infrastrutture di pubblicazione), con lo scopo di far dialogare intorno al testo filologi, storici, umanisti digitali, linguisti computazionali, logici, informatici e ingegneri informatici.

Da un lato le Digital Humanities, oltre alla creazione e al mantenimento di risorse (digitalizzazione, annotazione, etc.), devono prendere in considerazione il modo in cui tali risorse saranno usate.

Dall’altro lato la linguistica computazionale, oltre allo sviluppo di strumenti di analisi (parser, riconoscitori di entità nominate, etc.), deve tener conto della qualità delle risorse su cui far operare tali strumenti.

Questi aspetti: formale (modelli), digitale (risorse), computazionale (strumenti), infrastrutturale (piattaforme) e sociale (comunità) coinvolgono professionalità diverse che il convegno si pone l’obiettivo di far interagire.

La creazione di risorse e lo sviluppo di strumenti dovrebbero avanzare di pari passo ed essere fondati su modelli solidi che soddisfino i requisiti stabiliti dalla comunità degli esperti di dominio. Soltanto sapendo come usare il testo, cosa ricavare dal testo e come ricavarlo, è possibile rappresentarlo in modo adeguato.

Ora che le grandi iniziative di digitalizzazione mettono a disposizione molteplici edizioni delle medesime opere, abbondante letteratura secondaria e numerose opere di consultazione (dizionari, enciclopedie, etc.), il filologo che opera nell’era digitale dovrebbe essere in grado di passare senza soluzione di continuità dalla gestione di fenomeni prettamente ecdotici (gestione delle varianti) all’analisi del testo secondo altri principi (linguistica computazionale).

Gli strumenti di analisi e le metodologie statistiche sviluppati per essere usati su un intero corpus di testi letterari o su ampie collezioni di letteratura secondaria devono integrarsi con gli strumenti per comparare varianti testuali e valutare varianti interpretative.

È tempo che le infrastrutture di ricerca diventino garanti di interoperabilità e integrazione degli strumenti per lo studio filologico con gli strumenti per l’analisi di ampi corpora testuali, abbattendo le barriere rigide fra filologia digitale e computazionale da un lato e linguistica dei corpora dall’altro.

Quindi, pur senza precludere l’accesso ad interventi su altri argomenti di Digital Humanities, sono sollecitati contributi per interventi e poster su questi temi:

Rappresentazione e interoperabilità

  • Quali modelli di rappresentazione digitale sono più efficaci per superare la dicotomia edizione diplomatica / edizione critica?
  • Come si integrano i prodotti multimediali (immagini 2D, modelli 3D, audio, video) nell’edizione digitale?
  • Come si applicano i metodi della filologia digitale ai prodotti multimediali (citazioni cinematografiche, versioni restaurate, varianti musicali, etc.)?
  • Come far dialogare costruttivamente i filologi tradizionali con i filologi digitali?

Analisi del testo e degli oggetti digitali

  • Quali estensioni sono necessarie perché i metodi della linguistica computazionale siano applicabili alla variantistica digitale?
  • Come creare catene di analisi linguistica e testuale a partire dal testo con varianti?
  • Come gli strumenti della linguistica computazionale possono far emergere aree di particolare interesse all’interno di grandi quantità di testo su cui concentrare lo studio dettagliato?
  • Qual è lo stato dell’arte per l’analisi degli oggetti digitali?
  • Come valutare la qualità delle analisi prodotte tramite crowdsourcing?

Infrastrutture

  • Che cosa offrono le infrastrutture di ricerca in materia di gestione delle edizioni digitali?
  • Come condurre l’analisi dei requisiti per ottenere infrastrutture sempre più fruibili tanto dall’umanista digitale quanto dal filologo tradizionale?
  • Come riavvicinare la comunità delle Digital Humanities alla comunità delle discipline umanistiche tradizionali?

Collaborazione tra comunità

  • L’interazione e il coinvolgimento di docenti e studenti delle scuole superiori e dell’università nei progetti di edizioni digitali quali benefici portano alla ricerca?
  • Come si articola la collaborazione con le biblioteche digitali per la creazione, l’accesso, la condivisione e il riuso delle risorse?
  • In che modo docenti e studenti possono essere interessati alla disseminazione dei risultati della ricerca?
  • In che modo le biblioteche digitali contribuiscono alla disseminazione dei risultati della ricerca?
  • Quale formazione sarebbe auspicabile nei corsi universitari per creare umanisti digitali consapevoli delle problematiche e delle potenzialità delle edizioni digitali?
  • Quali strumenti sono più idonei per coinvolgere un’utenza più ampia nella fruizione delle edizioni digitali?

Invio dell’abstract

I contributi per gli interventi e i poster, da proporre sotto forma di un abstract di 1000 parole al massimo + bibliografia (al massimo una pagina), in formato PDF, devono essere caricati attraverso EasyChair all’indirizzo: https://www.easychair.org/conferences/?conf=aiucd2016.

La scadenza per la presentazione degli abstract al Comitato di programma è fissata per la mezzanotte del 31 maggio 2016. Informazioni sull’accettazione verranno comunicate agli autori entro il 30 giugno 2016.

Preparazione dell’abstract e modalità di valutazione

L’abstract deve presentare gli obiettivi dell’intervento, un breve cenno allo stato dell’arte, la metodologia adottata e, possibilmente, i risultati ottenuti o attesi. Deve inoltre contenere la bibliografia di riferimento.

Sono previste tre tipologie di contributo: (1) intervento esteso (prevalentemente per discutere metodologie innovative), (2) intervento breve (prevalentemente per presentare prodotti di ricerca maturi), (3) poster (prevalentemente per rendere noto lo stato di avanzamento di un lavoro in corso).

La valutazione di ciascun contributo sarà effettuata da almeno due studiosi italiani e/o stranieri competenti in discipline umanistiche, informatica e/o Digital Humanities.

Terminata la valutazione, il comitato scientifico, a sua discrezione, può decidere di cambiare la categoria suggerita dai proponenti dei contributi accettati.

Indicazioni sugli interventi

Gli interventi estesi avranno durata di 30 minuti (20-25 min. + 5-10 min. per domande e risposte). Gli interventi brevi avranno durata di 20 minuti (15 min. + 5 min. per domande e risposte). La sala conferenze è dotata di videoproiettore e connessione Internet.

Indicazioni sui poster

I poster vanno redatti in italiano o in inglese.

  • Il formato di elezione è A1 verticale (841mm x 594mm).
  • Verranno esposti in uno spazio dedicato nella sede del convegno. I supporti saranno forniti dall’organizzazione locale. Il servizio di stampa, invece, non è disponibile. Per questo motivo si invita a portare il materiale già stampato.
  • Lo spazio espositivo sarà pronto a partire dalle ore 10:00 di mercoledì 7 settembre. Tutti i poster dovranno essere affissi entro le ore 14:00.
  • Nello spazio espositivo potranno essere utilizzati dei computer portatili personali. Se si intende farlo, si prega di avvisare il comitato organizzativo all’atto di ricevimento dell’accettazione della proposta.
  • Durante il convegno saranno organizzate specifiche sessioni per permettere agli autori di fornire ai partecipanti una breve introduzione (max 2 minuti) al proprio poster.

Ulteriori informazioni sul convegno saranno messe a disposizione degli interessati sul sito http://www.aiucd2016.unive.it/.

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