L’Associazione per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale intende promuovere e diffondere la riflessione metodologica e teorica, la collaborazione scientifica e lo sviluppo di pratiche, risorse e strumenti condivisi nel campo dell’informatica umanistica e nell’uso delle applicazioni digitali in tutte le aree delle scienze umane, nonché promuovere inoltre la riflessione sui fondamenti umanistici delle metodologie informatiche e nel campo delle culture di rete.

Giu 132017
 

Since 2005, the Italian Research Conference on Digital Libraries has served as an important national forum focused on digital libraries and related technical, practical, and social issues. IRCDL encompasses the various facets of the term “digital libraries”, including new forms of information institutions; operational information systems with multimodal digital content; new means of selecting, collecting, organizing, and distributing digital content; and theoretical models of information media, including document genres and electronic publishing. Digital libraries may be viewed as a new form of information institution or as an extension of the services currently provided by libraries.

Representatives from academia, government, industry, and others are invited to participate in this annual conference. The conference draws from a broad and multidisciplinary array of research areas including computer science, information science, librarianship, archival science and practice, museum studies and practice, technology, social sciences, cultural heritage and humanities.

Submission Deadline: September 8, 2107

For more information see the conference Website: http://ircdl2018.dimi.uniud.it/

Giu 132016
 

AIUCD2016

Le registrazioni alla conferenza annuale AIUCD 2016, Venezia 7-9 settembre sono aperte.
AIUCD 2016 è dedicato alla rappresentazione e allo studio del testo sotto vari punti di vista (risorse, analisi, infrastrutture di pubblicazione), con lo scopo di far dialogare intorno al testo filologi, storici, umanisti digitali, linguisti computazionali, logici, informatici e ingegneri informatici.
Il modulo per l’iscrizione e il pagamento delle quote di registrazione è disponibile su
 
Ulteriori informazioni sulla conferenza sono disponibili su www.aiucd2016.unive.it.
Il Comitato di programma
Il Direttivo AIUCD
Mar 222016
 

L’Associazione per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale (AIUCD) è nata nel 2011 con l’obiettivo di diventare il luogo in cui ricercatori e studiosi provenienti da settori, tradizioni e metodologie umanistiche diverse, ma accomunati dall’interesse per i metodi e gli strumenti di ricerca digitali, potessero ri-conoscersi, cooperare e rappresentarsi.

È ormai evidente come le attività di ricerca basate su tali metodi e strumenti digitali abbiano assunto una grande rilevanza in quasi tutti i settori delle scienze umane. Ne è testimonianza la presenza pervasiva di attività che rientrano nel dominio delle Digital Humanities (DH) sia nei progetti di ricerca nazionali sia, anzi soprattutto, in quelli del programma europeo Horizon 2020. O il notevole incremento del numero di centri di ricerca, corsi e insegnamenti, posizioni accademiche di Digital Humanities verificatosi negli Stati Uniti, in Canada, in molti paesi europei (primi tra tutti il Regno Unito, la Germania e la Francia), ma anche in paesi emergenti come l’India, il Brasile, il Messico. O ancora la costituzione a livello Europeo di importanti consorzi per le infrastrutture di ricerca come DARIAH (Digital Research Infrastructure for the Arts and Humanities) e CLARIN (Common Language Resources and Technology Infrastructure), alle quali per fortuna l’Italia ha aderito, grazie alla lungimirante azione di alcuni soggetti istituzionali (in particolare il CNR).

Nel nostro paese, invece, le Digital Humanities hanno avuto finora scarso riconoscimento istituzionale e ancor minore riconoscimento accademico. E questo nonostante la ricerca italiana di settore abbia una storia assai lunga e sia conosciuta e apprezzata a livello internazionale: lo testimoniano sia il riscontro che ha all’estero la nostra produzione scientifica, sia la presenza italiana negli organismi direttivi delle principali associazioni internazionali del settore come la European Association for Digital Humanities (EADH) e la Alliance of Digital Humanities Organizations (ADHO). A titolo di esempio proprio in questi giorni cinque progetti digitali italiani hanno ottenuto le prime posizioni in un due categorie dei DH Awards, votati da centinaia di colleghi in tutto il mondo (cfr. http://dhawards.org/dhawards2015/results/).

La intrinseca natura trasversale e interdisciplinare di questo ambito di ricerca, infatti, ha reso molto difficile ottenere una adeguata valutazione e valorizzazione istituzionale sia della ricerca prodotta, sia delle figure accademiche di chi vi si dedica. In molti casi chi si occupa di DH fatica a trovare – in assenza di uno specifico settore scientifico disciplinare – una collocazione all’interno dei settori esistenti, e a far percepire in sede di valutazione la specificità e il valore del lavoro svolto. Il risultato è che uno fra i domini disciplinari attualmente più vitali e fecondi nell’ambito della ricerca umanistica, ormai presente e riconosciuto nelle università e nei centri di ricerca di tutto il mondo, rischia di trovarsi in Italia fortemente marginalizzato, con una pesante penalizzazione accademica per gli studiosi, in gran parte giovani, che a questo settore dedicano intelligenza, energia e risorse. E con esiti paradossali, come ad esempio il fatto di vedere assegnata la didattica dell’informatica nei corsi di Laurea di area umanistica a docenti di formazione tecnica che non hanno adeguata conoscenza dei problemi e della specificità dei saperi umanistici (con risultati molto spesso assai deludenti per gli studenti). O di marginalizzare proprio quei ricercatori, spesso i più giovani, che hanno preso sul serio le parole d’ordine dell’interdisciplinarità e della cooperazione, che si impegnano nella sfida di rinnovare la delle scienze umane e di creare nuovi saperi ibridi, come da più parti viene autorevolmente suggerito.

Per risolvere questi paradossi come AIUCD non crediamo sia all’ordine del giorno la istituzione di un autonomo settore disciplinare, in una fase in cui semmai al sistema universitario viene richiesto di ridurre la ridondanza e la eccessiva parcellizzazione. Piuttosto proponiamo che le competenze e le metodologie digitali in ambito umanistico trovino spazio nei settori disciplinari tradizionali, attraverso l’inserimento di un esplicito riferimento ai saperi digitali nelle “declaratorie” formali che definiscono i confini delle discipline.

In via del tutto generale suggeriamo questa formulazione: “Rilevanti per l’attività condotta nel settore risultano altresì gli apporti interdisciplinari di teorie, metodi, risorse e strumenti di ricerca umanistico-digitali”. Ma ovviamente essa può essere adattata, estesa, o riformata affinché meglio si adatti alla specificità e alla tradizione metodologica delle varie aree del dominio umanistico.

Se questo riconoscimento costituisce un primo elemento, certo dirimente, per favorire il consolidarsi delle Digital Humanities nel nostro paese, esso non è l’unico. La ricerca umanistica digitale porta ovviamente alla creazione di prodotti di ricerca digitale. E non ci riferiamo qui alle “comuni” pubblicazioni elettroniche on-line, oramai pienamente considerate al pari dei corrispettivi cartacei, ma ai prodotti intrinsecamente digitali: una edizione scientifica digitale, una ontologia formale o un set di linked data, un archivio testuale o una banca dati, una ricostruzione 3D, un database di rilievi di scavo archeologico, un progetto di geo-referenziazione. Questi prodotti digitali della ricerca sono sempre più comuni anche in ambito umanistico, ed è singolare che essi debbano essere valutati solo attraverso la mediazione di un articolo che li descriva verbalmente. Come AIUCD pensiamo che si possano e si debbano trovare le soluzioni per effettuare una valutazione rigorosa dei prodotti di ricerca digitali (si veda il documento prodotto dalla Modern Language Associations: https://scholarlyeditions.commons.mla.org/2015/09/02/cse-white-paper/; e quello della American Historical Association Guidelines for the Professional Evaluation of Digital Scholarship by Historians, http://www.historians.org/publications-and-directories/perspectives-on-history/september-2). Ma tutto ciò presuppone che a livello istituzionale si accetti di considerare quelli digitali dei prodotti di ricerca a tutti gli effetti.

Ci auguriamo che questa proposte, che già in passato sono state positivamente giudicate da molti autorevoli studiosi, abbiano il supporto della comunità scientifica e delle istituzioni. Siamo convinti che il riconoscimento anche in Italia delle Digital Humanities – fondato su una valutazione seria e rigorosa ma competente e informata del lavoro scientifico di chi vi opera – rappresenti una crescita per la nostra intera comunità scientifica, la proietti in una prospettiva di respiro internazionale e soprattutto garantisca ai molti giovani interessati a questo ambito di studi quelle prospettive accademiche e di ricerca che finora sono mancate.

 

Il Comitato Direttivo

Associazione per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale.

Dic 112015
 

L’assemblea generale annuale dei soci dell’Associazione Informatica Umanistica e Cultura digitale è convocata a Torino il giorno sabato 19 dicembre 2015 alle ore 13.00, presso il Campus Luigi Einaudi, in Lungodora Siena 100, con il seguente OdG:

1) Relazione del Presidente
2) Approvazione Bilancio Consuntivo 2014
3) Approvazione bilancio preventivo 2015
4) Sedi convegni AIUCD 2016 e 2017
5) Iniziative per il 2016
6) Varie ed eventuali
I soci che non sono in grado di intervenire possono lasciare delega ad altra/o socia/o, anche mediante e-mail.

Con i più cordiali saluti

Il Presidente della AIUCD

Fabio Ciotti

Nov 232015
 

Programma del IV convegno annuale AIUCD

Torino 17-19 dicembre 2015

È ora possibile iscriversi al convegno e pagare la quota corrispondente alla propria situazione: socio senior o junior, non socio senior o non socio junior. Con senior intendiamo la condizione di chi è strutturato, con junior la condizione di chi è studente o non ha un lavoro stabile. Scegliete voi ciò che si applica al vostro caso.

Iscriviti ad AIUCD2015

Un cordiale saluto dal comitato organizzativo, speriamo di incontrarvi a Torino il prossimo dicembre!

Digital Humanities e beni culturali: quale relazione?

Programma di giovedì 17 dicembre 2015

11-11,35 Saluti istituzionali di
Gian Maria Ajani, Rettore dell’Università di Torino e Presidente della scuola a rete DiCultHer;
Enrico Pasini, MeDiHum (Memoria Digitalis Humanistica), UniTO ;
Mario Squartini, Vicedirettore alla Ricerca, Dipartimento di Studi Umanistici, UniTO;
Adele Monaci, Direttore del Dipartimento di Storia, UniTO;
Renato Grimaldi, Direttore del Dipartimento di Filosofia, UniTO

11,35-12,35 Franco Niccolucci, Scientific Director del VAST-LAB presso il PIN-Università di Firenze, relatore invitato, Contesti digitali e critica delle fonti.
12,35-13,05  Caterina Bon Valsassina, Direttore generale della Direzione Generale Educazione e Ricerca del MiBACT, relatore invitato:  “La nuova Direzione generale Educazione e Ricerca del MiBACT: prospettive per la formazione e l’educazione al patrimonio

13,05-13,20  Carmine Marinucci, Segretario Generale della scuola a rete DiCultHer, relatore invitato: Un pensiero italiano per la formazione delle competenze nel Digital Cultural Heritage

13,20-14,30  Pranzo

14,30-15,00  Fabio Ciotti, presidente AIUCD, Digital Heritage/Digital Humanities: una linea di faglia

15,00-15,30  Letizia Bollini, Dario De Santis, Sara Radice, Paola Zocchi: Gli archivi degli psicologi on-line Il nuovo portale del centro Aspi

15,30-16,00  Noemi Mafrici DAD – Dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di Torino, Michela Mezzano, studiosa indipendente: Racconti digitali della Torino che non c’è

16,00-16,30 Martin M. Morales, Irene Pedretti, Archivio Storico della Pontificia Università Gregoriana; Angelica Lo Duca, Istituto di Informatica e Telematica (CNR); Lorenzo Mancini, Silvia Piccini, Istituto di Linguistica Computazionale “Antonio Zampolli” (CNR): Un caso di integrazione tra Public History, Cultural Heritage e Digital Humanities: l’Archivio storico della Pontificia Università Gregoriana e il progetto Clavius on the Web

16,30-17,00  Coffee break

17,00-17,40  Leif Isaksen, senior lecturer in History (Digital Humanities), Lancaster University; Director of Pelagios 3 project,  relatore invitato: Pelagios Commons: Building Communities in the Linked Data Cloud

17,40-18,10, Giovanni A. Cignoni: Progetto HMR, Dip. di Informatica, Università di Pisa: CHKB: dare struttura (visitabile) alle collezioni tecnico-scientifiche

18,10-18,40  Sandra Vujosevic, Marija Segan, Milica Knezevic, Zoran Ognjanovic, Mathematical Institute SASA, Belgrade, Serbia: Project “Digitarijum”: creation of teaching material for digital heritage


 

Programma di venerdì 18 dicembre 2015

 

9,00-9,30 Willemien Sanders, Assistant professor, Department of Media and Culture Studies, Utrecht University, the Netherlands; Mariana Salgado, Postdoc, Department of Media – ARTS, Aalto University, Finland: Digital access to audiovisual cultural heritage. Archives, developers and scholars unite (or not)

9,30-10,00 Federico Meschini, Università degli Studi della Tuscia, La narrazione della complessità. Goedel, Propp e il problema della cricca

10,00-10,30 Paolo Cignoni, Marco Callieri, Matteo Dellepiane, Nico Pietroni, Roberto Scopigno Visual Computing Lab, ISTI – CNR, Pisa: 3D Printing and Cultural Heritage

10,30-11,00 Elena Cabrio, Catherine Faron Zucker, Université de Nice Sophia Antipolis, France; Sara Tonelli, Fondazione Bruno Kessler, Trento, Italia; Serena Villata, CNRS, I3S Laboratory, France; Ahmed Missaoui, studioso indipendente: Semantic Linking to Enrich Small Artwork Collections: Experiences with Archivio di Nuova Scrittura

11,00-11,10 Anna Busa, Data Management: Esperienze di comunicazione e disseminazione nel Cultural Heritage

11,10-11,30 Coffee break

11,30-12,10 Davide Porporato Università del Piemonte Orientale, relatore invitato:  Etnografia 2.0: i “Granai della Memoria”

9,00-9,30 Carla Basili, Grazia Biorci, Antonella Emina Istituto IRCRES del Consiglio Nazionale delle Ricerche:Digital Humanities e Società: un impatto necessariamente “intermediato”

12,40-13,10 Luca Rosati, Università per Stranieri di Perugia, Antonella Schena, Istituto degli Innocenti, Firenze: La knowledge organization come collante fra i diversi canali di un’organizzazione e come ponte tra fisico e digitale. Il caso dell’Istituto degli Innocenti di Firenze

13,10-13,40 Valentina Bartalesi, Carlo Meghini, Daniele Metilli, Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “Alessandro Faedo” (ISTI) – CNR, Pisa; Paola Andriani, Mirko Tavoni, Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, Università di Pisa: DanteSources: The Digital Library of Dante Alighieri’s Primary Sources

13,40-14,40 Pranzo

14,40-15,10 Elisa Pruno – Assegnista di ricerca in Archeologia Medievale -Dipartimento Sagas, Università degli Studi di Firenze, Michele Nucciotti – Professore a contratto in Archeologia Medievale-Dipartimento Sagas, Università degli Studi di Firenze, Pierre Drap – Chargé de recherche CNRS I&M Luminy(Marseille Sud): Spatial 3D Representation and Medieval Archaeology: Searching a new common language

15,10-15,40 Paola Tomè, Marie Curie Fellow, Magdalen College , University of Oxford: Adottare libri antichi in classe. Come integrare le DH e la fruizione di prime edizioni a stampa a scuola?

15,40-16,10 13,00-13,30 Alice Borgna (r), Raffaella Afferni and Timothy Tambassi, Università del Piemonte Orientale: La percezione dello spazio degli antichi, un Bene Culturale da valorizzare. Il progetto GeoLat

16,10-16,40 Martina Visentin, LIDA – Laboratorio Informatico per la Documentazione Storico Artistica, Università degli Studi di Udine: Laboratorio LIDA – Università di Udine: Esperienze di open data e progetti di integrazione

16,40-17,10 coffee break

17,10-17,40 Stefano Casati, Museo Galileo, Firenze; Tiziana Possemato, @CULT, Roma: Esperienze di adozione di principi e metodi del web semantico e dei Linked Open Data nella ricerca

17,40-18,10 Alberto Campagnolo, independent researcher: Towards a digitization of the materiality of written cultural heritage

18,10-18,40 Edoardo Ferrarini, ALIM ieri e oggi


 

Programma di sabato 19 dicembre 2015

 

9,00-9,30 Rossana Damiano, MeDiHum e Dipartimento di Informatica, Università di Torino:  Digitalizzazione e ricerca: dai contenuti alle interfacce. Progetti del Centro MeDiHum

9,30-10,00 Andrea Bolioli (r), Vittorio Di Tomaso, CELI; Alessio Antonini, Guido Boella, Università di Torino; Elisa Chiabrando, Felice Di Luca,TRIM; Eleonora Pantò, CSP: Le avventure di Librare: app, libri e biblioteche nel mondo del web

10,00-10,30 Enrica Salvatori, Roberto Rosselli Del Turco, Chiara Di Pietro, Alessio Mia, Laboratorio di Cultura Digitale – Università di Pisa: Il Codice Pelavicino tra edizione digitale e public history

10,30-11,00 Paola De Caro, Claudia Corcione, Silvia Naro, Evodevo s.r.l., Un nuovo approccio per navigare nella geografia del mondo antico: GO!

11,00-11,30 Coffee break

11,30-12,00 Nicola Ferro, Gianmaria Silvello, Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Università degli Studi di Padova: Towards a User-Orientation of Digital Archives

12,00-12,30 Silvia Calamai (r), Francesca Biliotti, Università degli Studi di Siena: Gli archivi sonori tra scienze umanistiche digitali e beni culturali

12,30-13,00 Marilena Daquino, Silvio Peroni, Francesca Tomasi and Fabio Vitali, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna: Zeri Photo Archive project: towards a model for defining authoritative authorship attributions

13,00 – 13,30 Pierluigi Feliciati Università di Macerata: La percezione dell’archivio nel quadro delle digital humanities: qualche riflessione

13,30-14,30 Assemblea dei soci AIUCD

Nov 142015
 

We as AIUCD, and the whole Italian DH community, wish to express the deep sorrow for what happened tonight in Paris.

We feel close to the French friends and colleagues, and to the whole French people. We want to reaffirm our friendships and collaboration with Humanistica sister organization.

We are confident that the spirit of intellectual cooperation and mutual respect that characterize our global scientific community can represent a small but firm response to the barbarity that surrounds us.

Nov 132015
 

Carissime amiche e amici,

la call for paper per il nostro convegno annuale AIUCD 2015 (http://www.aiucd2015.unito.it/), che quest’anno si terrà a Torino dal 17 al 19 Dicembre, ha avuto un successo senza precedenti, con 60 paper presentati. Voglio esprimere a nome del Direttivo un ringraziamento a tutte e tutti le colleghe/i che hanno inviato le loro proposte di intervento e ai Chair del comitato di programma per l’ottimo lavoro svolto.

La selezione delle proposte, seguendo gli standard ormai consolidati nella comunità scientifica internazionale, si è svolta con un processo di peer review: un sentito ringraziamento va anche ai colleghi che hanno accettato di svolgere questo lavoro. Sono stati selezionati 27 paper e altri 13 sono stati accettati come poster. Con enorme piacere vi annuncio anche che avremo come keynote speaker Franco Niccolucci, Scientific Director del VAST-LAB presso il PIN-Università di Firenze, e coordinatore di numerosi progetti di ricerca Europei nell’ambito del Digital Cultural Heritage. Avremo inoltre come invited speaker Leif Isaksen, Senior Lecturer in History (Digital Humanities) alla Lancastyer University, Caterina Bon, Direttore Generale della Direzione Generale “Educazione e Ricerca” del MiBACT e Davide Porporato, ricercatore di Antropologia dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale.

Ci sono tutte le premesse per un convegno di altissimo livello. Mi auguro dunque avere il piacere di vedervi tutte e tutti a Torino.

Fabio Ciotti, Presidente AIUCD

Lug 302015
 

XIX Congresso dell’ADI – Associazione degli Italianisti – Università di Roma Sapienza e di Roma Tor Vergata

[per informazioni: adiroma@uniroma1.it; notizia originale]

Programma generale

 

ADI – Associazione degli Italianisti
XIX Congresso

L’italianistica oggi: ricerca e didattica

Università di Roma Sapienza e di Roma Tor Vergata
9-12 settembre 2015

Programma

 

9 settembre 2015, mercoledì
Sapienza Università di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula I.

ore 15

Apertura del Congresso. Saluti delle Autorità.

ore 15.30

Prima sessione plenaria

Metodologie della ricerca. L’umanistica digitale. Coordina Alberto Casadei, Università di Pisa.
Fabio Ciotti, Università di Roma “Tor Vergata”
Modelli e metodi computazionali per la critica letteraria: lo stato dell’arte.

Giovanni Barberi Squarotti, Università di Torino
Archivi online: i casi di Pavese e di Pascoli.

Simone Magherini, Università di Firenze
«Carte d’autore online»: archivi e biblioteche digitali per lo studio della letteratura italiana.

Simone Giusti, ADI-sd
Leggere, scrivere e gestire i contenuti. Imparare dalla letteratura nell’era del web.

ore 17.30

Seconda sessione plenaria
Il gruppo di lavoro ADI – Associazione degli Italianisti sulla Grande Guerra. Tavola rotonda. Coordina Aldo Morace, Università di Sassari.
Intervengono Rita Ceglie, Simona Costa,  Emma Giammattei,  Nicola Labanca, Vittorio Roda, Gino Tellini.

 

10 settembre 2015, giovedì
Sapienza Università di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula I.

ore 9

Terza sessione plenaria

Letteratura italiana e istituzioni. I.
Le città e le corti. Il caso di Roma. Coordina Nicola Longo, Università di Roma “Tor Vergata”.

Roberto Gigliucci, Sapienza Università di Roma
Pietro Ottoboni: un protagonista dello snodo sei-settecentesco?

Beatrice Alfonzetti, Sapienza Università di Roma
Per una nuova lettura del Settecento romano: i custodi d’Arcadia post Crescimbeni.

Pietro Gibellini, Università di Venezia “Ca’ Foscari”
Belli e la corte del papa-re.

ore 10.30

Letteratura italiana e istituzioni. II. Le Accademie. Coordina Gian Mario Anselmi, Università di Bologna.
Paolo Procaccioli, Università della Tuscia
Un pregiudizio lungo due secoli. Per una rilettura delle Accademie d’antico regime.

Simone Testa,  European University Institute, Firenze
Accademie, letteratura, e storia. Il progetto «Italian Academies»alla British Library.

ore 12

Quarta sessione plenaria
Il gruppo di lavoro ADI – Associazione degli Italianisti sul Rinascimento. Tavola rotonda. Coordina Amedeo Quondam, Sapienza Università di Roma.
Intervengono Claudia Berra, Franco Tomasi, Rocco Coronato, Giancarlo Alfano.

ore 15

Assemblea generale dell’ADI – Associazione degli Italianisti

ore 17

Quinta sessione plenaria

Il gruppo di lavoro ADI – Associazione degli Italianisti sugli studi di genere nella letteratura italiana. Tavole rotonde.
I. Letteratura e studi di genere: le metodologie. Coordina Beatrice Alfonzetti, Sapienza Università di Roma.

Intervengono Adriana Chemello, Bianca Maria Frabotta, Siriana Sgavicchia.

II.Letteratura italiana e studi di genere: il canone. Coordina Annalisa Andreoni, Università IULM, Milano.
Intervengono Tatiana Crivelli, Loreta De Stasio, Gino Ruozzi.

11 settembre, venerdì
Sapienza Università di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula I.

ore 9

Sessioni parallele

ore 11

Sessioni parallele

ore 15

Sesta sessione plenaria

Il gruppo di lavoro ADI – Associazione degli Italianisti sulla didattica della letteratura. Tavola rotonda. Coordina Silvia Tatti, Sapienza Università di Roma.
Intervengono Carlo Vecce, Simona Morando, Matteo Di Gesù, Simone Giusti.

ore 17.30

Settima sessione plenaria

Abilitazione scientifica nazionale, VQR 2011-2014, formazione degli insegnanti, chiamate dirette: il sistema universitario nazionale e l’evoluzione delle norme. Coordinano Guido Baldassarri e Pasquale Guaragnella.

 

12 settembre, sabato
Sapienza Università di Roma, Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula I.

ore 9

Ottava sessione plenaria
Il gruppo di lavoro ADI – Associazione degli italianisti su Dante. Tavola rotonda. Coordina Rino Caputo, Università di Roma “Tor Vergata”.
Intervengono Andrea Mazzucchi, Natascia Tonelli, Giuseppe Ledda, Ted Cachey.

ore 12

Conclusioni del Congresso.

§. Iscrizione al Congresso.
I Soci in regola con il versamento della quota sociale 2015 non debbono procedere ad alcuna iscrizione aggiuntiva. Gli Associati (art. 6 dello Statuto) debbono invece provvedere al versamento di una quota, fissata per quest’anno a € 25,00, o tramite bonifico (CARIME– Agenzia di via Calefati 108 – 70122 BARI – IBAN: IT31L0306704000000000003051, causale “Iscrizione Congresso 2014”) o direttamente a Roma, all’apertura del Congresso (sarà attivata un’apposita segreteria). I Soci non in regola con il versamento della quota sociale non potranno partecipare all’Assemblea, e gli Associati che non avranno versato la quota di iscrizione non potranno partecipare al Congresso, con o senza comunicazione nelle sessioni parallele.

§. Prenotazioni alberghiere.
Tutti, Soci e Associati (salvo i membri del Consiglio direttivo, per cui si provvederà a cura del comitato organizzatore) provvederanno in proprio alle prenotazioni alberghiere. Si propone un elenco di strutture alberghiere convenzionate.

§. Cena sociale.
Come da consuetudine, è prevista una cena sociale, che si terrà la sera di giovedì 10 settembre, e sarà riservata a quanti, Soci e Associati (Presidente, Segretario e membri del Consiglio direttivo inclusi), si saranno prenotati entro e non oltre il 15 luglio prossimo. È prevista per tutti una quota di iscrizione di € 35,00, che potrà essere inviata tramite bonifico sul c/c più sopra indicato all’atto della prenotazione, o, ma in via straordinaria, versata direttamente a Roma, all’apertura del Congresso. Non sarà possibile accettare il versamento della quota in caso di mancata prenotazione nei termini più sopra indicati. Per informazioni scrivere a adiroma@uniroma1.it.

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