L’Associazione per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale intende promuovere e diffondere la riflessione metodologica e teorica, la collaborazione scientifica e lo sviluppo di pratiche, risorse e strumenti condivisi nel campo dell’informatica umanistica e nell’uso delle applicazioni digitali in tutte le aree delle scienze umane, nonché promuovere inoltre la riflessione sui fondamenti umanistici delle metodologie informatiche e nel campo delle culture di rete.

Report: primo incontro (17 dicembre 2009)

 

REPORT DELLA DISCUSSIONE DEL PRIMO INCONTRO DELLA RETE ITALIANA PER LA CULTURA UMANISTICA DIGITALE

Firenze, 17 Dicembre 2009

La lista dei partecipanti alla riunione verrà inviata per e-mail.

Anna Maria Tammaro (Fondazione Rinascimento Digitale, Università degli Studi di Parma) apre la riunione con una sintesi dei risultati ottenuti dal Progetto Accesso alle Biblioteche digitali. Il Progetto è andato al di là dei suoi obiettivi, che riguardavano l’uso delle biblioteche digitali da parte degli studiosi di scienze umanistiche, ed ha evidenziato delle problematiche a cui potrebbe venire incontro la proposta di una Rete Italiana per la Cultura Umanistica Digitale:

  • INTERDISCIPLINARIETA’: per la comunità/rete/associazione in fase di costituzione le aggregazioni del MIUR, che si basano su criteri disciplinari e classi concorsuali, possono essere un ostacolo alle necessarie convergenze ed all’interdisciplinarietà. Due esempi di aggregazioni possibili che il Progetto Accesso ha discusso sono per fase storica (età classica, età medioevale, età moderna, età contemporanea, ecc.) oppure per metodologie comuni (studio delle concordanze, analisi testuale, ecc.)
  • INFRASTRUTTURE: L’infrastruttura prioritaria sembra quella per la creazione e diffusione di contenuti (a cominciare dalle pubblicazioni dei periodici elettronici e ebook) e per la valutazione delle pubblicazioni elettroniche
  • FORMAZIONE E NUOVE COMPETENZE: promuovere l’armonizzazione e l’internazionalizzazione dei curricula universitari, condividere il materiale dei corsi
  • INFORMAZIONE: costituire una base organizzativa per una maggiore visibilità e condivisione delle informazioni e promuovere i risultati di progetti e centri di ricerca ed i prodotti realizzati in Italia ed all’estero.

Andrea Bozzi (Direttore dell’Istituto di Linguistica Computazionale del CNR di Pisa) introduce il suo intervento con un quadro storico su tecnologia e scienze umane.
Sottolinea la necessità di fare sistema per aumentare il livello di collaborazione fra coloro che si occupano di umanistica digitale.
Ipotesi di integrazione potrebbe essere una Rete (equivalenza fra pari) formalmente e legalmente costituita come un’Associazione scientifica. Questa dovrebbe porsi la finalità di facilitare l’organizzazione delle comunità interessate ed anche migliorare la visibilità internazionale. Anche la formazione dovrebbe far parte degli interessi dell’Associazione.

VIENE APERTA LA DISCUSSIONE coordinata da Paolo Chiesa (Università Statale di Milano)

Sintesi degli interventi:

Dino Buzzetti (Università degli Studi di Bologna) ribadisce la necessità di fare sistema con un centro organizzativo, attuando l’integrazione di singoli studiosi, i centri di ricerca ed anche le istituzioni culturali (biblioteche, archivi, musei). Le priorità  sono soprattutto da identificare nella formazione sia degli studenti che dei formatori. Quello che unifica è da cercare nel metodo. Ha una posizione critica nei confronti del nuovo raggruppamento dei settori disciplinari del MIUR. Cita l’esempio della Gran Bretagna che ha un settore nominato e-science. Prioritario creare una associazione per vedere in quali forme affacciarsi sul piano internazionale.

Edoardo Ballo (Università degli Studi di Milano) è favorevole all’iniziativa, osserva che anche nell’informatica serve una riflessione critica sull’uso degli strumenti e rapporti con le scienze umanistiche. Segnala l’uscita del primo numero della rivista online “Informatica Umanistica”.

Fabio Ciotti (Università di Roma “La Sapienza”) è favorevole all’iniziativa, ma, citando esperienze passate, segnala la difficoltà di creare un’associazione/rete. Aprire ad altri campi dell’informatica umanistica: artisti digitali, aziende, ecc. Occorre far emergere l’informatica umanistica diffusa. Serve comunicazione e diffusione delle informazioni. In questo momento non è possibile pensare ad un settore disciplinare di informatica umanistica.  Bisogna riuscire a creare una “massa” comune su vari raggruppamenti nei quali l’informatica sia prevista.  Preferisce l’associazione formalmente e legalmente costituita (che mette in comune soggetti) alla rete (che mette in comune gruppi o centri).  È necessario creare un portale nel quale mettere in comune le informazioni, nell’ottica dell’Open Content e promuovere la formazione. Propone l’organizzazione di un convegno annuale o biennale.

Matteo D’Alfonso (Università di Bologna) è favorevole all’iniziativa, invita a considerare nello statuto dell’associazione oltre ai centri di ricerca, alle istituzioni, alle persone fisiche anche le aziende.

Alfio Ferrara
(collabora alla rivista “Informatica Umanistica”) mette in evidenza la differenza fra gli umanisti che usano l’informatica e gli umanisti che ragionano sull’informatica. Si sofferma sull’aspetto organizzativo dell’associazione: necessario avere una anagrafica (agenda/contatti). Inoltre occorre coinvolgere gli informatici per fare “massa critica” necessaria soprattutto per partecipare ai progetti europei.

Maurizio Lana (Università Piemonte Orientale) preferisce l’associazione alla rete poiché la rete metterebbe troppo in evidenza la debolezza che non abbiamo un elemento unificante forte. L’Associazione deve integrare.

Maristella Agosti (Università degli Studi di Padova) sottolinea che gli ingegneri informatici non sono portatori solo di tecniche ma soprattutto di metodi necessari a creare anche delle soluzioni nuove. È favorevole all’associazione/rete per favorire lo scambio di informazioni, per fare “massa critica” e per fare sistema.

Mirco Tavoni (Università degli Studi di Pisa) è favorevole all’associazione composta da individui e enti pubblici e privati. Il corso di laurea in Informatica Umanistica dell’Università di Pisa ancora resiste grazie al forte coinvolgimento dei docenti strutturati (ordinari, associati e ricercatori) sia del lato umanistico che di quello informatico.

Nicola Palazzolo (ITTIG) ribadisce il problema della rigidità dei settori disciplinari che ostacolano le convergenze.  Spiega i requisiti legali per costituire l’associazione o rete. Occorre preparare uno Statuto che definisca i profili organizzativi ed il ruolo di persone, enti e la Fondazione.

Filippo Briguglio (Università degli Studi di Bologna) è necessario trovare un sistema, delle infrastrutture e creare una rete per eliminare i doppioni.

Stefano Lariccia
(Università di Roma “La Sapienza”) presenta l’iniziativa MediaLab. È favorevole all’associazione, dovrebbe includere anche il versante del social computing. Opportuno creare una mappa dei progetti. Una volta che l’associazione è costituita sarebbe opportuno creare un gruppo all’interno dell’AICA (Associazione Italiana per il Calcolo Automatico).

Serge Noiret (European University Institute) è favorevole all’associazione, osserva che l’ambito è più vasto dei settori disciplinari e si potrebbe parlare di cultura umanistica, coinvolgendo anche musei, biblioteche, archivi e altri istituti preposti alla conservazione. E’ necessario tentare di fare una mappa dell’esistente in Italia in funzione di un dialogo con il resto d’Europa.

Domenico Fiormonte (Università di Roma 3) è favorevole all’iniziativa, preferisce l’associazione. Didattica e formazione sono due temi essenziali, inoltre è opportuno pensare agli strumenti idonei per l’informatica umanistica. L’associazione dovrà occuparsi del futuro, pensare ai programmi di formazione: sillabo e struttura istituzionale. Osserva che il problema del settore disciplinare  con la formazione “torna dalla finestra”.

Rosselli del Turco (Università degli Studi di Torino) è d’accordo con Tammaro, Bozzi e Ciotti, sottolinea che non bisogna però reinventare la ruota o avere un unico progetto, con il rischio che non venga poi completato. Ecosistema è vitale.

Gino Roncaglia (Università della Tuscia) è molto contento di questo incontro ed è favorevole all’associazione soprattutto di persone e concorda con molte cose che sono state dette. Difficoltà di identità disciplinare è anche difficoltà di farlo capire all’esterno delle comunità. Propone come nome ADSUM Associazione per il Digitale nelle Scienze Umane, che ha anche un significato latino propizio. Reputa molto importante lavorare sull’aspetto della valutazione delle pubblicazioni e dei criteri computazionali, della formazione e delle ricerche in ambito umanistico. Occorre un sito Web ed una lista di discussione, ora ce ne sono tante disperse.

Federico Meschini (Exeter University) è favorevole all’associazione. L’associazione dovrebbe mantenere stretti contatti con gli italiani ricercatori all’estero. La sua ricerca è stata quella di valutare come in progetti diversi può venire fatta una stessa funzionalità/attività.

Francesca Tomasi (Università degli Studi di Bologna) è importante la formazione sia degli studenti che dei formatori. All’Università di Bologna è nato UNIRT, organizzato con un sistema wiki, per permettere a persone che afferiscono ad ambiti disciplinari di affrontare un tema e cercare la soluzione. L’associazione potrebbe rilasciare delle linee guida o usare quelle elaborate dalle istituzioni culturali con le modalità di realizzazione degli oggetti, uso di tecnologie, linguaggi, ecc. Come si fa che cosa, quali sono gli standard in essere, la codifica, la modellizzazione .

Emanuele Degl’Innocenti (SISMEL) concorda con Ciotti e Roncaglia sull’informatica umanistica diffusa. Negli interventi fatti fino ad ora sono emerse delle linee di continuità e convergenza. Abbiamo delle necessità comuni. L’associazione può realizzare un osservatorio per facilitare le persone che lavorano a progetti di informatica umanistica ad ottenere e scambiarsi informazioni.

Emilia Masci (Scuola Normale Superiore Pisa) è favorevole all’associazione e a fare sistema, unione di saperi nell’ambito della ricerca.  Vorrebbe che l’Associazione promuova lo scambio di esperienze ed organizzi dei convegni periodici. Presenta il problema dei giovani ricercatori con competenze non riconoscibili dalla generazione precedente. Ribadisce l’importanza dei parametri di valutazione delle pubblicazioni, con un sistema che permetta il computo delle citazioni.

Marco Calvo (Liber Liber): l’associazione potrebbe aiutare Liber Liber a raccogliere soldi. Migliorare gli strumenti software, già esistenti, per la gestione delle biblioteche digitali.

Francesca Di Donato
(Università degli Studi di Pisa) ritiene necessaria una condivisione dei dati  sulla base dell’Open Content, un paradigma adottato a livello europeo e creare una serie di strumenti comuni per la gestione del copyright.

Marco Rufino (Fondazione Rinascimento Digitale) presenta la Fondazione Rinascimento Digitale (FRD) e presenta il supporto che può fornire la FRD all’associazione:

  • segreteria organizzativa
  • sito web/portale (per organizzare una community eventualmente suddivisa per aree disciplinari, proposte di progetti, offerte di collaborazione, ecc.)

CONCLUSIONI

Andrea Bozzi: viene richiesto molto di più di quello di promuovere un’attività di integrazione che originariamente era stato pensato. Dobbiamo procedere passo passo per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  • creare legalmente l’associazione che riunisca persone e istituzioni nel medesimo statuto, condivisibile/accettabile da tutti. Un’Assemblea costitutiva dovrà approvare lo Statuto, preparato da un  gruppo rappresentativo dei diversi settori.
  • prevedere una concretizzazione delle idee emerse nel corso di questa riunione, come:
    • attivazione del portale per raccogliere dati sulle persone
    • ricognizione dei progetti che sono attivi
    • raccolta di prodotti e risorse
    • mettere su la base organizzativa, finché non ci sia una suddivisione dei compiti
  • organizzazione di un convegno annuale o biennale, anche collegato ad altri Convegni. Ad esempio a Pisa si terrà l’European Conference of Textual Societies.

Anna Maria Tammaro: nel corso della riunione sono emerse le possibili finalità ed obiettivi che l’Associazione potrà perseguire. Una prima pianificazione delle attività, come indicato da Bozzi, può prevedere un’Assemblea costituente nel mese di maggio, per approvare lo Statuto ed eleggere gli organi. Seguendo la sollecitazione di Ciotti, un gruppo rappresentativo di tutti i settori potrà essere incaricato di una prima stesura dello Statuto. Con il supporto della Fondazione può anche partire la base organizzativa, con la realizzazione del sito Web e della lista. Il resoconto della riunione sarà inviato a tutti, insieme ad una bozza del sito, per ricevere un primo feedback. Alcuni temi comuni su cui collaborare che sono emersi e su cui si potrebbero organizzare dei gruppi di lavoro sono:

  • infrastrutture per la creazione di contenuti
  • sistemi bibliometrici e di qualità
  • formazione: anagrafe dei corsi e competenze dei nuovi profili.